Ricerche

Raddoppiate le sostanze chimiche che alterano lo sviluppo cerebrale fetale e infantile

In un recente articolo pubblicato da “Lancet Neurology” si menziona il Continuo incremento dell'elenco inerente alle sostanze chimiche che potrebbero rappresentare un potenziale pericolo nello sviluppo cerebrale fetale e infantile. Gli esperti affermano che queste sostanze sono addirittura raddoppiate nel corso degli ultimi sette anni.

Philippe Grandjean e Philip J. Landrigan, rispettivamente della Harvard School of Public Health e delle Icahn School of Medicine at Mount Sinai sostengono che molte di queste sostanze si trovano in oggetti che tutti noi utilizziamo quotidianamente, come il mobilio, gli abiti e i giocattoli. Ciò implica - spiegano i ricercatori - una urgente presa di posizione affinché si revisionino tutte le norme nazionali e internazionali che regolano la valutazione dei rischi.

Nel 2006 erano catalogate come sostanze neurotossiche per lo sviluppo cerebrale: il metilmercurio, il piombo, il toluene, il policlorobifenili (PCB) e il piombo. Ora, dopo accurati accertamenti, si sono individuate altre sei sostanze: il solvente tetracloroetilene, i pesticidi chlorpyrifos e DDT, il manganese, i ritardanti di fiamma a base di polibromodifenileteri (PBDE) e il manganese. Sono tutte sostanze che posso procurare disturbo da deficit di attenzione (ADHD), dislessia e altre patologie molto più gravi.

Brevetti per leggere il cervello

CuffiaSecondo un rapporto della compagnia Sharpbrain negli ultimi anni c'è stato un vero e proprio boom di tecnologie capaci di leggere nostro pensiero.

Si va, ad esempio, alla cuffia che comanda i videogiochi, alla cuffia che misura il grado di concentrazione di una persona. Questi sono solo due esempi perché la lista è molto lunga.

Il rapporto spiega che a creare il maggiore numero di brevetti in questo settore e la Nielsen, una compagnia di mercato, che ha 100 brevetti, mentre la compagnia di Bill Gates ne detiene 89 di brevetti.

SharpBrains Alvaro Fernandez, direttore della Nielsen, afferma che è iniziata una nuova era di tecnologia neuro-pervasiva. Egli spiega che questa tecnologia ha superato la medicina. Lo sviluppo di neurotecnologie, per migliorare la vita e il lavoro, da molte industrie non mediche.

Le tecnologie, attualmente disponibili, sono le più disparate.

L'insicurezza alimenta l’aggressività verbale

Prepotente e arrogante, Capitan Fracassa, una delle maschere più antiche della commedia dell’arte, 'mostra i muscoli’ per nascondere in realtà il timore di affrontare l’avversario in battaglia o a duello.

Un personaggio coraggioso solo a parole, ma impacciato e vulnerabile di fronte alle responsabilità.

Qualche volta Capitan Fracassa sembra essere sceso dal palco teatrale per atterrare ai giorni nostri e dominare l’agorà della comunicazione in politica, sui media e in particolare sui social network: l’arroganza e l’ingiuria prendono spesso il posto del dialogo costruttivo, l’insulto occupa nella grande piazza virtuale lo spazio del contraddittorio.

Cosa c’è dietro questa ondata di aggressività verbale?

Lo chiediamo a Camilla Pagani dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr: “Un elemento che verosimilmente accomuna gli episodi di violenza verbale nelle diverse situazioni è la mancanza di fiducia nell’altro. Questo implica uno scarso senso di appartenenza, come anche le nostre ricerche hanno evidenziato, il che conseguentemente produce un maggior senso di insicurezza, una più profonda e diffusa paura e quindi una più facile tendenza a reagire all’altro come fosse sempre o quasi sempre un competitore o un vero e proprio nemico”.

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